lunedì 8 novembre 2010

Memorie di un cane randagio


Se pensate che questa sia la storia di una "vita da cani" vi sbagliate di grosso. La randagia Squirrel è una cagnetta tosta, non ha mai perso tempo ad autocommiserarsi. Ma la sua non è una vita semplice. Separata ancora cucciola dall'adorato fratello Bone, Squirrel ha dovuto imparare a cavarsela. Vagabonda e spesso sola, stagione dopo stagione, sulla sua strada incontra uomini e altri cani, amici e nemici. Ognuno lascia una traccia in lei, a volte una vera e propria cicatrice. E, come sempre, sono le ferite interiori quelle più difficili da guarire. Delusa dall'uomo e dalla sua ipocrisia, convinta ormai di bastare a se stessa, Squirrel scopre però che la rinconciliazione con il genere umano è possibile, anzi, necessaria. Perchè la vita è piena solo quando è condivisa.

Questa è la storia di Squirrel, raccontata con le sue parole: per i bambini un'avventura appassionante, per gli adulti un originale punto di vista sul comportamento umano.


"Ho conosciuto cani a cui davano cibi raffinati, viziati a forza di cucce soffici, carne macinata, pollo, e perfino bistecche. Ho visto cani fissare con occhi speranzosi il caldo riparo di una casa e non venire neanche invitati a entrare; cani che dormivano qualche giorno in un garage, in un capanno o sotto una carriola, e poi si rimettevano in marcia. Ho conosciuto cani che hanno sperimentato la crudeltà degli uomini e altri ai quali è stata riservata la più gentile delle carezze. Ho conosciuto bene tutti questi cani, perchè sono stata ognuno di loro".


Libro che mi è piaciuto molto. Libro che mi ha toccato il cuore.

mercoledì 3 novembre 2010

Lillo


Vi presento Lillo.
E' super, troppo tenero e dolce. Un battuffolo bianco.
Sasso dipinto da Gabriella, Gabriella sei super.
http://lalberodeisassi.blogspot.com/



Ciao dolce Sasha


Il 30 ottobre 2010 è morta la cagnolona Sasha. Ciao dolce cagnolona. Sasha era un cane super. Era bella, dolce, tenera, intelligente.

Un grande abbraccio a Pinù, Franco e ad Antonietta.

domenica 31 ottobre 2010

Happy Halloween


Happy Halloween


Dolcetto o Scherzetto?


Ciao Ciao

martedì 26 ottobre 2010

anagrafe dei gatti


L'Anagrafe Nazionale Felina, la prima ed unica banca dati attiva su tutto il
territorio nazionale, è una realtà. L' hanno realizzata ANMVI e Frontline
Combo Education Program è stata presentata in anteprima ai medici veterinari
sabato 16 ottobre, al 67° Congresso SCIVAC di Arezzo. L'Anagrafe Nazionale
Felina sarà quindi attiva on line per la registrazione dei medici veterinari
che potranno proporre al cliente -proprietario o detentore- un servizio
altamente professionalizzante e mirato alla tutela del gatto.
Incoraggiare l' identificazione elettronica dei gatti, come molti Colleghi
già fanno, sarà ancora più efficace avendo a disposizione una banca dati
dove registrare l' avvenuta prestazione, conservando il dato anagrafico.
Fondamentale quindi il coinvolgimento di tutti i Colleghi per costruire un
data base significativo e rappresentativo del flusso di prestazioni
anagrafiche sul gatto, un patrimonio di dati informativi che non andrà
disperso. L'Anagrafe Nazionale Felina è la prima anagrafe felina operativa
su tutto il territorio italiano, è privata ed è su richiesta volontaria da
parte dei proprietari di gatti e/o gestori di colonie feline. E' stata
ideata da ANMVI e Frontline Combo Education Program. L' iniziativa è
patrocinata dalla Federazione Nazionale Veterinari Italiani (FNOVI) ed è
stata presentata al Ministero della Salute per la concessione del patrocinio
Frontline Combo Education Program è un progetto educativo ideato da Merial
per promuovere una maggiore conoscenza e consapevolezza del corretto
rapporto tra animale e proprietario. La partnership con ANMVI è nata dall
esigenza condivisa di incoraggiare l' identificazione del gatto e di
realizzare un data base nazionale con finalità di educazione e prevenzione
veterinaria. L' appuntamento con l' anteprima ai medici veterinari (sabato
16 ottobre al 67° Congresso SCIVAC) è stato un successo. La presentazione è
stata curata dal Vice Presidente ANMVI, Marco Melosi.

http://www.veterinaritaranto.it/



Il sensore elettronico può essere applicato senza anestesia. Una banca dati registrerà i codici
Serve a identificare e rintracciare il micio. Ma non è obbligatorio come per i cani

Nasce l'anagrafe dei gatti: con il microchip

Il sensore elettronico può essere applicato senza anestesia. Una banca dati registrerà i codici

ROMA - Pari opportunità anche nel mondo animale. Sul modello di quella canina, nasce l'anagrafe felina, banca dati informatizzata che registra i codici per l'identificazione dei gatti dotati di microchip. Da ora in poi chi ha iscritto il proprio micio nel listone elettronico potrà sperare di ritrovarlo attraverso il piccolo sensore elettronico sottopelo. Bastano pochi minuti per rendere rintracciabile il gatto: non c'è bisogno di anestesia per inserirlo all'altezza del collo con una siringa.
I proprietari potranno rivolgersi a un veterinario che aderisce all'anagrafe e accederanno alla registrazione online. È chiaro che chi ha già provveduto non deve ripetere l'operazione.
Il servizio è stato realizzato dall'associazione nazionale medici veterinari (Amvi) col supporto tecnico di Frontline Combo. Rispetto a quella canina, l'anagrafe ha due differenze. Primo, si tratta di un registro nazionale, dove confluiranno automaticamente tutti i dati riversati dagli ambulatori o dai responsabili delle colonie feline. Secondo, è un servizio su base volontaria, dunque non c'è, come nel caso dei cani, nessun obbligo di renderli rintracciabili.

L'iniziativa cade nell'anno del sorpasso. Nonostante l'ultimo rapporto Assalco (associazione nazionale imprese per l'alimentazione e la cura degli animali da compagnia) attribuisca ancora ai cani il primato fra i pet delle famiglie italiane, la realtà di chi li vede sfilare terrorizzati sul bancone d'acciaio per visite e vaccinazioni è molto diversa.

Secondo Marco Melosi, presidente dell'Amvi, soriani, persiani, siamesi e compagni hanno preso il sopravvento nelle case italiane. «Ma è difficile da dimostrare proprio perché finora sono mancati gli strumenti per avviare un censimento», spiega. Certo è che oggi almeno la metà dei pet portati in ambulatorio sono felini. La banca dati per Melosi «è una rivoluzione. Ne esistono di regionali e incomplete. L'unica organizzata è quella della Lombardia, con 15 mila iscritti.
In Italia i felini «microchippati» e aggiunti all'elenco canino nazionale sono 29 mila e corrispondono ad altrettanti passaporti per l'estero. Il nostro obiettivo è che anche questa seconda anagrafe diventi obbligatoria perché sarà un mezzo di contrasto all'abbandono, al furto e allo smarrimento». La schedatura ha un costo che si aggira tra 20 e 40 euro. La categoria dei veterinari ha lasciato piena libertà nelle tariffe. Uno dei vantaggi è che in caso di smarrimento si potrà risalire al proprietario attraverso la lettura del codice, operazione che oggi non è possibile neppure per gli esemplari già equipaggiati di segnalatore elettronico.

La popolazione italiana comprende dai 6 agli 8 milioni di gatti capaci di graffi e fusa, ma è probabile sia molto più nutrita. Una parte dei randagi abita nelle colonie comunali, gestite a loro volta da associazioni di volontari. In Italia secondo il rapporto del Centro Studi Zoomark gli animali da compagnia sono più degli uomini, circa 60 milioni. Da questo punto di vista siamo ai primi posti in Europa.



Crescono le adozioni di piccoli mammiferi, soprattutto roditori. Al terzo posto nella graduatoria dei più graditi sono piazzati i conigli. Il 33 per cento delle famiglie però possiede almeno un cane o un gatto, soprattutto genitori con figli. Aumenta il successo di specie cosiddette esotiche anche se allevate in Europa o nel nostro Paese da millenni. Oltre a pappagalli e tartarughe, iguane, serpenti, camaleonti, puzzole. Per informazioni sull'anagrafe felina «attivata su base volontaria per favorire il controllo della demografia, contrastare l'abbandono e agevolare il ricongiungimento del gatto col suo proprietario» si può consultare www.anagrafenazionalefelina.it.
Margherita De Bac
http://www.corriere.it/

lunedì 25 ottobre 2010

Dedicato al siamese Pongo


P. era un micio randagio; ieri mattina è stato soppresso, ormai consumato da un male che non perdona. La sua storia, assolutamente vera nella parte finale … deve farci riflettere che un animale non è un gioco, ma un essere vivente degno di rispetto e di amore, portarsene a casa uno significa voler iniziare un rapporto che comporta certamente dei sacrifici, ma che non sono nulla, paragonati all’amore con cui verrete ricambiati dal vostro amico a 4 zampe. Voglio ricordare P, micio speciale, dedicandogli questo post.
Venire a questo mondo fu un’esperienza magnifica: avevo dei fratellini e delle sorelline ed una mamma che mi riempiva di attenzioni, i miei primi giorni li trascorsi dormendo giocando e abboffandomi con il latte di mamma gatta, anche gli umani che ci ospitavano erano molto gentili, insomma ero felice. Poi, un giorno, un brutto giorno, venne un umano che mi mise in una gabbietta, mi allontanò dalla mia famiglia, e mi regalò ad una umana; all’inizio lei mi riempì di attenzioni e con la dolcezza allontanò la naturale diffidenza che provavo nei confronti degli uomini.
Passavano i mesi e crescevo: non ero più un cucciolo ma uno splendido siamese, solo che l’umana con cui vivevo non apprezzava tutto ciò … per lei non rappresentavo più il piccolo giocattolo da vezzeggiare, ma uno scomodo “oggetto” al quale bisognava, non solo dare da mangiare e da bere, ma addirittura cambiare la lettiera perché a me non piaceva fare i bisogni nello sporco e poi rappresentavo … un sacrificio immane: non poteva andare da nessuna parte perché c’ero io, e pensare che cercavo in tutti i modi di dimostrarle il mio affetto, mi accoccolavo tra le sue braccia e lei mi allontanava, mangiavo e lei si lamentava, sporcavo e lei urlava … ormai ero diventato solo un inutile peso.
Una mattina mi mise in una gabbia e mi portò lontano, mi fece uscire e mi abbandonò in un prato senza neppure degnarmi di un ultimo sguardo, cercai di rincorrerla, ma la scatola di metallo con cui mi aveva portato fu veloce di me, pensai di ritrovare la strada casa, ma come? Ben presto capii che ero solo … dovetti imparare a sopravvivere raccattando gli avanzi che qualche umano mi allungava ed evitando i calci che qualcuno mi regalava quando mi avvicinavo, quando pioveva mi rifugiavo sotto i rami acciambellandomi per patire meno il freddo, quando c’era il sole mi allungavo per scaldarmi con i suoi raggi … però questa vita aveva provato il mio aspetto e gli umani più che darmi del cibo, non mi lesinavano i loro calci.
Poi delle umane mi diedero da mangiare e mi portarono in una casa, dove trovai altri miei simili imprigionati, anch’io venni messo dietro le sbarre eppure non avevo fatto nulla di male, a meno che vivere sia un delitto per noi gatti! Pazienza, almeno mangiavo anche se sentivo dei dolori alla pancia e qualcosa di strano sul collo, ma pensavo che prima o poi sarebbero finiti.
Dopo alcuni giorni comparve un umano che, dopo avermi messo nell’ennesima gabbia, mi portò a casa sua: li trovai una famiglia, ma anche altri tre gatti che non si rivelarono molto socievoli, per fortuna che avevo trovato un’umana che mi riempiva di attenzioni, mi accarezzava, mi coccolava, mi dava da mangiare e mi proteggeva dai miei simili … quanto era bello aspettarla per accoccolarsi accanto a lei e sentire la sua voce!
Era finito il mio incubo! Almeno così pensai, ma … una mattina di ottobre la famiglia mi portò da un tipo con un camice verde, il quale mi visitò e scosse il capo, la mia nuova famiglia pianse … cos’era successo? Mi domandai, il resto lo capii dopo: la famiglia se ne andò - sempre piangendo - ero di nuovo solo, l’uomo con il camice si avvicinò: un ago entrò nella mia pelle, subito fui pervaso da un senso di stanchezza, volevo fuggire, avevo paura, mi doleva la pancia, avevo ritrovato la felicità, quella umana mi voleva bene, anch’io le volevo bene, la conoscevo da poco, cosa stava accadendomi … che confusione, che sonno, perché sono cosi stanco? Poi il mio cuore cesò di battere e tutto divenne buio … qui finisce mia storia.
Hurricane 53

un grazie all'amica Marina per avermi inviato questo scritto. Mi ha commosso molto.

Mutley cerca casa

MASSIMA DIFFUSIONE!!!

BERGAMO, 20/10/2010 ADOTTABILE IN TUTTO NORD ITALIA

Mutley è tristissimo, in canile sta sempre in un angolo, si alza solo quando passiamo per venire a salutarci, ma con grande difficoltà. Si muove a fatica Mutley, è un maremmano puro di 13 anni, da giovane doveva essere un cane splendido, è bello anche ora. Era di proprietà, ha sempre vissuto in famiglia, ma poi è diventato sdentato, aveva bisogno di pappe morbide, si muoveva con fatica perché ormai era anziano, è così i proprietari lo hanno portato in canile, pagando, qui dove ci sono solo crocchette dure e grandi che lui non riesce a mangiare, dove non c’è più neppure quel fazzoletto d’erba dove stava accovacciato senza dare fastidio a nessuno. Adesso c’è solo un box grigio di cemento e Mutley ha capito che è stato portato lì da chi amava per morirvi. Noi cerchiamo di farlo uscire in passeggiata una volta alla settimana e lui con fatica si muove, sembra più felice della possibilità di vedere qualcuno che gli manifesta un po’ di amore, che non di poter fare una bella passeggiata in un prato. Nel suo cuore c’è la tristezza di chi per tutta la vita ha amato e non rivedrà mai più coloro che ama, perché da loro è stato abbandonato in una cella. Fanno pena i cagnolini piccoli in canile, ma cosa dire di questi angeli grandi, possenti un tempo, ridotti ad essere inermi, senza denti, abbandonati in un box in cui con la loro mole fanno fatica a muoversi? Stringe il cuore vederli, vediamo quello che erano, perché la dolcezza che era in loro, è immutata. Mutley è un cane dolcissimo, ricambia le nostre tenerezze con occhi teneri e grati, e sta arrivando alla fine, non possiamo nascondercelo. Potrà vivere ancora forse un anno, forse due, ma vivere e morire in una casa, in mezzo a un praticello o su una coperta calda, amato, non è la stessa cosa che morire da solo in un box grigio, con nel cuore solo la tristezza dell’abbandono. Mutley non sopravviverà un anno in canile, lo sappiamo, probabilmente lì non supererà l’inverno. Ma in una casa sarà diverso, potrà ancora vivere, le sue ossa vecchie avranno una copertina per il gelo, e lui sorriderà al vostro viso, alla vostra mano che gli allungherà delle pappe che lui potrà mangiare. Chiede poco, non necessità più neppure di passeggiate , chiedo solo un posto dove poter vivere. Venite a salvarlo, portatelo via, gli Angeli non si trovano solo nell’alto dei cieli, a volte assumono aspetti strani, senza più ali, gli ultimi fra gli ultimi. Assumono le sembianze di un vecchio e grande cane che ha donato le sue ali agli uomini e che adesso è stato rinchiuso a morire. Salvare un Angelo è una cosa grande, in genere loro salvano noi, ma quando sono caduti sulla terra tutto può succedere, possono essere loro ad avere bisogno di noi. E noi pensiamo che i grandi Angeli si ricorderanno di quando un giorno questi esseri umani hanno riconosciuto un loro fratello minore, ormai senza ali, e l’hanno salvato.

PER INFORMAZIONI

ROBERTA 347/6405781 Roberta.pe@tiscali.it
LAURETTA 3407887738 lally68@gmail.com
KATHY 3405483459 kathy.dab@gmail.com
ILARIA 3406414006 ilaria.tati@gmail.com