Oggi vi mostro gli amici.Mici pelosi di Giuliana
giovedì 12 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
Alberelli
A dicembre ho comperato questi alberelli, appena visti mi hanno colpito molto.
Alberelli fatti da Giada
Bellissimi.
Alberelli fatti da Giada
Bellissimi.
Ho preso 7 alberelli.
Giada mi ha regalato un alberello con intagliato un cane che assomiglia ad Hay Lin.
Quanto mi piacciono questi alberelli.
Ecco il blog di Giada http://countrydeas.blogspot.com/
Auguri Tigro e Dana
Anche se in ritardo tantissimi auguri a Dana e a Tigro gli amici pelosi di Lucia
Auguri auguri dolci amici.
Buon compleanno Dana
Buon compleanno Tigro.
venerdì 6 gennaio 2012
Buona Epifania
Auguri Auguri Auguri
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Evviva i Re Magi: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre.
Evviva anche la Befana.
LA LEGGENDA DELLA BEFANA
Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.
7 gennaio 2012 ore 15.12
Come avevo scritto c'è il regalino sorpresa della Befana/Re Magi.
Partecipano chi ha commentato questo post. Messo il blocco ai commenti.
Elena 1 -6-11-16-21-26-31-36-41-46-51-56-61-66-71-76-81-86
Tomaso 2-7-12-17-22-27-32-37-42-47-52-57-62-67-72-77-82-87
Silvia 3-8-13-18-23-28-33-38-43-48-53-58-63-68-73-78-83-88
Elio 4-9-14-19-24-29-34-39-44-49-54-59-64-69-74-79-84-89
Fede 5-10-15-20-25-30-35-40-45-50-55-60-65-70-75-80-85-90
18 numeri a testa.
Chi avrà il primo numero estratto di stasera 7 gennaio 2012 all'estrazione del lotto sulla ruota di......facciamo Befana.......quindi sulla ruota di Bari sarà il vincitore.
martedì 10 gennaio 2012
ESTRAZIONE DEL LOTTO
di sabato 7 gennaio 2012 - concorso n. 3
| Bari | 4 | 9 | 65 | 44 | 34 |
Vincitore Elio con il numero 4.
Rimesso l'opzione commenti.
mercoledì 4 gennaio 2012
Banjo
Vi presento Banjo.
Banjo è il bellissimo cagnolino di Stefano
Ha 16 anni.
Stefano dice:
"è del 1995 (aprile si stima), i primi 4 anni li ha vissuti con una famiglia che
poi si è stufata e l'ha portato al canile (Palazzolo mil.se) dove è rimasto un anno,
per poi essere affidato ad un'altra famiglia che lo ha riportato al canile dopo un pò
perchè ... abbaiava (strano per un cane vero ???)... finalmente nel 2002 ci siamo incrociati
e da allora è il mio fedele alleato, nonchè fratello peloso..."
martedì 3 gennaio 2012
Auguri Brina Buon Compleanno
Ciao
anche se in ritardo auguri Dolce cagnolona.
Sei un grande tesoro.
Buon Compleanno.
Ciao ciao
Bau Bau
Hay Lin e Robby
Brina è l'amica di Paolo e Grazia, è una grande amica.
lunedì 2 gennaio 2012
Storia di Natale: Questo è Natale?
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| tag regalo di Maryna |
| Questo è Natale? | ||
| Nel paradiso degli animali l’anima dell’asinello chiese all’anima del bue: “Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e là, nella mangiatoia…?” “Lasciami pensare… Ma sì - rispose il bue - nella mangiatoia, se ben ricordo, c’era un bambino appena nato”. “Bravo. E da allora sapresti immaginare quanti anni sono passati?” “Eh no, figurati! Con la memoria da bue che mi ritrovo”. “Più di duemila”. “Accipicchia”. “E a proposito, lo sai chi era quel bambino?” “Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio, se non sbaglio. Certo, era un bellissimo bambino”. L’asinello sussurrò qualche cosa al bue. “Ma no! - fece costui - sul serio? Vorrai scherzare spero”. “La verità, lo giuro. Del resto io lo avevo capito subito…” “Io no - confessò il bue - si vede che tu sei più intelligente. A me, non aveva neppure sfiorato il sospetto. Benché, certo, a vedersi, era un bambino straordinario”. “Bene, da allora gli uomini ogni anno fanno grande festa per l’anniversario della nascita. Per loro è la giornata più bella. Tu li vedessi. È il tempo delle serenità, della dolcezza, del riposo dell’animo, della pace, delle gioie familiari, del volersi bene. Perfino i manigoldi diventano buoni come agnelli. Lo chiamano Natale. Anzi, mi viene un’idea, già che siamo in argomento, perché non andiamo a dare un’occhiata?” “Dove?” “Giù sulla terra, no!” “Ci sei già stato?!" “Ogni anno, o quasi, faccio una scappata. Ho un lasciapassare speciale. Te lo puoi fare anche tu. Dopo tutto, qualche piccola benemerenza possiamo vantarla, noi due”. “Per via di aver scaldato il bambino col fiato?” “Su, vieni, se non vuoi perdere il meglio. Oggi è la vigilia”. “E il lasciapassare per me?” “Ho un cugino all’ufficio passaporti”. Il lasciapassare fu concesso. Partirono. Lievi, lievi. Planarono sulla terra, adocchiarono un lume, vi puntarono sopra. Il lume era una grandissima città. Ed ecco il somarello e il bue aggirarsi per le vie del centro, trattandosi di spirito, automobili e tram gli passavano in mezzo senza danno, e a loro volta le due bestie passavano attraverso come se fossero fatti d’aria. Così potevano vedere bene tutto quanto. Era uno spettacolo impressionante, mille lumi, le vetrine, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili, e il vertiginoso formicolio della gente che andava e veniva, entrava ed usciva, tutti carichi di pacchetti, con un’espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti. Il somarello sembrava divertito. Il bue si guardava intorno con spavento. “Senti amico: mi avevi detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esseri sbagliato. Qui stanno facendo al guerra”. “Ma non vedi come sono tutti contenti?” “Contenti? A me sembrano pazzi”. “Perché tu sei un provinciale, caro il mio bue. Tu non sei pratico degli uomini moderni, tutto qui. Per sentirsi felici, hanno bisogno di rovinarsi i nervi”. Per togliersi da quella confusione, il bue, valendosi della sua natura di spirito, fece una svolazzatine e si fermò a curiosare a una finestra del decimo piano. E l’asinello, gentilmente, dietro. Videro una stanza riccamente ammobiliata e nella stanza, seduta a un tavolo, una signora molto preoccupata. Alla sua sinistra, sul tavolo, un cumulo alto messo metro carte e cartoncini colorati, alla sua destra cartoncini bianchi. Con l’evidente assillo di non perdere un minuto, la signora, sveltissima, prendeva uno dei cartoncini colorati lo esaminava un istante poi consultava grossi volumi, subito scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta, scriveva qualcosa sulla busta, chiudeva la busta quindi prendeva dal mucchio di destra un altro cartoncino e ricominciava la manovra. Quanto tempo ci vorrà per smaltirlo? La sciagurata ansimava. “La pagheranno bene, immagino, - fece il bue - per un lavoro simile” “Sei ingenuo, amico mio. Questa è una signora ricchissima e della migliore società”. “E allora perché si sta massacrando così?” “Non si massacra. Sta rispondendo ai biglietti di auguri”. “Auguri? E a che cosa servono?” “Niente. Zero. Ma chissà come, gli uomini ne hanno una mania”. Si affacciarono più in là, a un’altra finestra. Anche qui gente che, trafelata, scriveva biglietti su biglietti, la fronte imperlata di sudore. Dovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all’altra portando pacchi, spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi altre scatole, altri fiori, altri mucchi di auguri. E tutto era precipitazione, ansia, fastidio, confusione e una terribile fatica. Dappertutto lo stesso spettacolo. Andare e venire, comprare e impaccare, spedire e ricevere, imballare e sballare, chiamare e rispondere e tutti guardavano continuamente l’orologio, tutti correvano, tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando. “Ma avevi detto - osservò il bue - che era la festa della serenità e della pace”. “Già - rispose l’asinello - una volta era così. Ma cosa vuoi, da qualche anno, sarà questione della società dei consumi… Li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali!” Il bue tese le orecchie. Per le strade, nei negozi , negli uffici, nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule di buon Natale, auguri, auguri, altrettanto auguri a lei grazie. Un brusio che riempiva la città. “Ma ci credono? - chiese il bue - Lo dicono sul serio? Vogliono veramente tanto bene al prossimo?” L’asinello tacque. “E se ci ritirassimo un poco in disparte? - suggerì il bovino - Ho ormai la testa che è un pallone. Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti?” “No, no. È semplicemente Natale”. “Ce n’è troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche lì, eppure c’era una pace, una soddisfazione. Come era diverso!” “E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena”. “E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chissà che uccelli erano”. “Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano!”. “E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora, le stelle hanno la vita lunga”. “Ho idea di no - disse l’asino - c’è poca aria di stelle, qui”. Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla città c’era un soffitto di caligine e di smog. | ||
E' una storia di Natale che conoscevo però leggerla mi emoziona sempre.
Mi ricorda anche la recita alle elementari.
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