lunedì 26 dicembre 2016
TOP OF THE POST - 26 dicembre 2016
Questa rubrica è stata sospesa da Marina però quando durante una settimana dei post mi colpiscono e mi piacciono farò il post. Non sarà una rubrica fissa ma la farò solo quando ho dei post che mi hanno colpito.
Settimana dal 19 al 25 dicembre 2016
Post di Antonella
Bello il Meme di Natale scritto da Antonella.
Qua il post: http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2016/12/buon-natale-un-meme-per-natale.html
Post di Cristiana del 19 dicembre 2016. Un post dedicato all'amico bau. Post che mi ha emozionato quando ha parlato della sua infanzia e del suo primo cane. Un post che mi ha preso il cuore.
Qua per leggere il bellissimo post:
https://pincocris2011.blogspot.it/2016/12/quante-vero-anche-distanza-di-anni.html
domenica 25 dicembre 2016
sabato 24 dicembre 2016
Buon Natale, un meme per Natale
Sul blog di Antonella ho letto questa iniziativa, ho deciso di partecipare.
Iniziativa natalizia creata da Ferruccio Gianola.
Vi metto un racconto di Dino Buzzati. Mi piace molto. Di questo racconto ho fatto anche la recita di Natale alle elementari. Io ero l'asino.
Iniziativa natalizia creata da Ferruccio Gianola.
Vi metto un racconto di Dino Buzzati. Mi piace molto. Di questo racconto ho fatto anche la recita di Natale alle elementari. Io ero l'asino.
Nel paradiso degli animali l'anima del somarello chiese all'anima del bue:
- Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e là, nella mangiatoia...?
- Lasciami pensare... Ma sì - rispose il bue. - Nella mangiatoia, se ben ricordo, c'era un bambino appena nato.
- Bravo. E da allora sapresti immaginare quanti anni sono passati?
- Eh no, figurati. Con la memoria da bue che mi ritrovo.
- Millenovecentosettanta, esattamente.
- Accidenti!
- E a proposito, lo sai chi era quel bambino?
- Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio, se non sbaglio. Certo, era un bellissimo bambino.
L'asinello sussurrò qualche cosa in un orecchio al bue.
- Ma no! - fece costui - Sul serio? Vorrai scherzare spero.
- La verità. Lo giuro. Del resto io l'avevo capito subito...
- Io no - confessò il bue - Si vede che tu sei più intelligente. A me non aveva neppure sfiorato il sospetto. Benché, certo, a vedersi, era un fantolino straordinario.
- Bene, da allora gli uomini ogni hanno fanno grande festa per l'anniversario della nascita. Per loro è la giornata più bella. Tu li vedessi. È il tempo della serenità, della dolcezza, del riposo dell'animo, della pace, delle gioie famigliari, del volersi bene. Perfino i manigoldi diventano buoni come agnelli. Lo chiamano Natale. Anzi, mi viene un'idea. Già che siamo in argomento, perché non andiamo a dare un'occhiata?
- Dove?
- Giù sulla terra, no!
- Ci sei già stato?
- Ogni anno, o quasi, faccio una scappata. Ho un lasciapassare speciale. Te lo puoi fare dare anche tu. Dopotutto, qualche piccola benemerenza possiamo vantarla, noi due.
- Per via di aver scaldato il bimbo col fiato?
- Su, vieni, se non vuoi perdere il meglio. Oggi è la Vigilia.
- E il lasciapassare per me?
- Ho un cugino all'ufficio passaporti.
- Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e là, nella mangiatoia...?
- Lasciami pensare... Ma sì - rispose il bue. - Nella mangiatoia, se ben ricordo, c'era un bambino appena nato.
- Bravo. E da allora sapresti immaginare quanti anni sono passati?
- Eh no, figurati. Con la memoria da bue che mi ritrovo.
- Millenovecentosettanta, esattamente.
- Accidenti!
- E a proposito, lo sai chi era quel bambino?
- Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio, se non sbaglio. Certo, era un bellissimo bambino.
L'asinello sussurrò qualche cosa in un orecchio al bue.
- Ma no! - fece costui - Sul serio? Vorrai scherzare spero.
- La verità. Lo giuro. Del resto io l'avevo capito subito...
- Io no - confessò il bue - Si vede che tu sei più intelligente. A me non aveva neppure sfiorato il sospetto. Benché, certo, a vedersi, era un fantolino straordinario.
- Bene, da allora gli uomini ogni hanno fanno grande festa per l'anniversario della nascita. Per loro è la giornata più bella. Tu li vedessi. È il tempo della serenità, della dolcezza, del riposo dell'animo, della pace, delle gioie famigliari, del volersi bene. Perfino i manigoldi diventano buoni come agnelli. Lo chiamano Natale. Anzi, mi viene un'idea. Già che siamo in argomento, perché non andiamo a dare un'occhiata?
- Dove?
- Giù sulla terra, no!
- Ci sei già stato?
- Ogni anno, o quasi, faccio una scappata. Ho un lasciapassare speciale. Te lo puoi fare dare anche tu. Dopotutto, qualche piccola benemerenza possiamo vantarla, noi due.
- Per via di aver scaldato il bimbo col fiato?
- Su, vieni, se non vuoi perdere il meglio. Oggi è la Vigilia.
- E il lasciapassare per me?
- Ho un cugino all'ufficio passaporti.
Il lasciapassare fu concesso. Partirono. Lievi lievi, come mammiferi disincarnati. Planarono sulla terra, adocchiarono un lume; vi puntarono sopra. Il lume era una grandissima città. Ed ecco il somarello e il bue aggirarsi per le vie del centro. Trattandosi di spirito, automobili e tram gli passavano attraverso senza danno, e alla loro volta le due bestie passavano attraverso i muri come se fossero fatti d'aria. Così potevano vedere bene tutto quanto.
Era uno spettacolo impressionante, mille lumi, le vetrine, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili, e il vertiginoso formicolio della gente che andava e veniva, entrava e usciva, tutti carichi di pacchi e pacchetti, con un'espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti. Il somarello sembrava divertito. Il bue si guardava intorno con spavento.
- Senti, amico: mi avevi detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esserti sbagliato. Qui stanno facendo la guerra.
- Ma non vedi come sono tutti contenti?
- Contenti? A me sembrano dei pazzi.
- Perché tu sei un provinciale, caro il mio bue. Tu non sei pratico degli uomini moderni, tutto qui. Per sentirsi felici, hanno bisogno di rovinarsi i nervi.
Per togliersi da quella confusione, il bue, valendosi della sua natura di spirito, fece una svolazzatine e si fermò a curiosare a una finestra del decimo piano. E l'asinello, gentilmente, dietro.
Videro una stanza riccamente ammobiliata e nella stanza, seduta ad un tavolo, una signora molto preoccupata.
Alla sua sinistra, sul tavolo, un cumulo alto mezzo metro di carte e cartoncini colorati, alla sua destra una pila di cartoncini bianchi. Con l'evidente assillo di non perdere un minuto, la signora, sveltissima, prendeva uno dei cartoncini colorati lo esaminava un istante poi consultava grossi volumi, subito scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta, scriveva qualcosa sulla busta, chiudeva la busta quindi prendeva dal mucchio di destra un altro cartoncino e ricominciava la manovra. Quanto tempo ci vorrà a smaltirlo? La sciagurata ansimava.
- La pagheranno, bene, immagino, - fece il bue - per un lavoro simile.
- Sei ingenuo, amico mio. Questa è una signora ricchissima e della migliore società.
- E allora perché si sta massacrando così?
- Non si massacra. Sta rispondendo ai biglietti di auguri.
- Auguri? E a che cosa servono?
- Niente. Zero. Ma chissà come, gli uomini ne hanno una mania.
Si affacciarono, più in là, a un'altra finestra. Anche qui, gente che, trafelava, scriveva biglietti su biglietti, la fronte imperlata di sudore.
Dovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all'altra portando spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi, altri scatole altri fiori altri mucchi di auguri. E tutto era precipitazione ansia fastidio confusione e una terribile fatica. Dappertutto lo stesso spettacolo. Andare e venire, comprare e impaccare spedire e ricevere imballare e sballare chiamare e rispondere e tutti correvano tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando.
- Mi avevi detto - osservò il bue - che era la festa della serenità, della pace.
- Già - rispose l'asinello. - Una volta infatti era così. Ma, cosa vuoi, da qualche anno, sarà questione della società dei consumi... Li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali.
Il bue tese le orecchie.
Per le strade nei negozi negli uffici nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule buon Natale auguri auguri a lei grazie altrettanto auguri buon Natale. Un brusio che riempiva la città.
- Ma ci credono? - chiese il bue - Lo dicono sul serio? Vogliono davvero tanto bene al prossimo?
L'asinello tacque.
- E se ci ritirassimo un poco in disparte? - suggerì il bovino. - Ho ormai la testa che è un pallone... Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti?
- No, no. È semplicemente Natale.
- Ce n'è troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche lì, eppure c'era una pace, una soddisfazione. Come era diverso.
- E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena.
- E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chissà che uccelli erano.
- Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano.
- E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora. Le stelle hanno una vita lunga.
- Ho idea di no - disse l'asino - c'è poca aria di stelle, qui. Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla città c'era un soffitto di caligine e di smog.
Era uno spettacolo impressionante, mille lumi, le vetrine, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili, e il vertiginoso formicolio della gente che andava e veniva, entrava e usciva, tutti carichi di pacchi e pacchetti, con un'espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti. Il somarello sembrava divertito. Il bue si guardava intorno con spavento.
- Senti, amico: mi avevi detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esserti sbagliato. Qui stanno facendo la guerra.
- Ma non vedi come sono tutti contenti?
- Contenti? A me sembrano dei pazzi.
- Perché tu sei un provinciale, caro il mio bue. Tu non sei pratico degli uomini moderni, tutto qui. Per sentirsi felici, hanno bisogno di rovinarsi i nervi.
Per togliersi da quella confusione, il bue, valendosi della sua natura di spirito, fece una svolazzatine e si fermò a curiosare a una finestra del decimo piano. E l'asinello, gentilmente, dietro.
Videro una stanza riccamente ammobiliata e nella stanza, seduta ad un tavolo, una signora molto preoccupata.
Alla sua sinistra, sul tavolo, un cumulo alto mezzo metro di carte e cartoncini colorati, alla sua destra una pila di cartoncini bianchi. Con l'evidente assillo di non perdere un minuto, la signora, sveltissima, prendeva uno dei cartoncini colorati lo esaminava un istante poi consultava grossi volumi, subito scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta, scriveva qualcosa sulla busta, chiudeva la busta quindi prendeva dal mucchio di destra un altro cartoncino e ricominciava la manovra. Quanto tempo ci vorrà a smaltirlo? La sciagurata ansimava.
- La pagheranno, bene, immagino, - fece il bue - per un lavoro simile.
- Sei ingenuo, amico mio. Questa è una signora ricchissima e della migliore società.
- E allora perché si sta massacrando così?
- Non si massacra. Sta rispondendo ai biglietti di auguri.
- Auguri? E a che cosa servono?
- Niente. Zero. Ma chissà come, gli uomini ne hanno una mania.
Si affacciarono, più in là, a un'altra finestra. Anche qui, gente che, trafelava, scriveva biglietti su biglietti, la fronte imperlata di sudore.
Dovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all'altra portando spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi, altri scatole altri fiori altri mucchi di auguri. E tutto era precipitazione ansia fastidio confusione e una terribile fatica. Dappertutto lo stesso spettacolo. Andare e venire, comprare e impaccare spedire e ricevere imballare e sballare chiamare e rispondere e tutti correvano tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando.
- Mi avevi detto - osservò il bue - che era la festa della serenità, della pace.
- Già - rispose l'asinello. - Una volta infatti era così. Ma, cosa vuoi, da qualche anno, sarà questione della società dei consumi... Li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali.
Il bue tese le orecchie.
Per le strade nei negozi negli uffici nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule buon Natale auguri auguri a lei grazie altrettanto auguri buon Natale. Un brusio che riempiva la città.
- Ma ci credono? - chiese il bue - Lo dicono sul serio? Vogliono davvero tanto bene al prossimo?
L'asinello tacque.
- E se ci ritirassimo un poco in disparte? - suggerì il bovino. - Ho ormai la testa che è un pallone... Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti?
- No, no. È semplicemente Natale.
- Ce n'è troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche lì, eppure c'era una pace, una soddisfazione. Come era diverso.
- E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena.
- E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chissà che uccelli erano.
- Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano.
- E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora. Le stelle hanno una vita lunga.
- Ho idea di no - disse l'asino - c'è poca aria di stelle, qui. Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla città c'era un soffitto di caligine e di smog.
Dino Buzzati
Invadiamo il web con i nostri auguri
mercoledì 21 dicembre 2016
5 cose che....#33 5 donne che vorrei essere (film, telefilm, libri)
Recupero le puntata di questa bella rubrica.
Iniziativa creata da Gioia e Debora, qua c'è esattamente in cosa consiste:
http://twinsbookslovers.blogspot.it/2016/04/5-cose-che-presentazione-ed-iscrizioni.html
Ho visto questa iniziativa sul blog di Valentina e ho deciso di partecipare.
https://haylin-robbyroby.blogspot.it/2016/12/5-cose-che32-5-libri-che-ho-comprato-o.html
5 donne che vorrei essere (film, telefilm, libri)
Kate Beckett - personaggio della serie televisiva Castle. E' una detective, diventerà poi la moglie di Castle. E' una donna forte, coraggiosa, simpatica, determinata.
Buffy Anne Summers - personaggio della serie televisiva Buffy l'ammazza vampiri. E' la protagonista della serie. E' una brava cacciatrice di vampiri, una leader, è simpatica, non è perfetta perché ha fatto delle scelte non giuste, però tutti possono sbagliare.
Mary Poppins - film dove la protagonista è una bambinaia molto speciale, intelligente, sa fare cose meravigliose e divertenti. So che c'è anche il libro e mi piacerebbe leggerlo.
Mia - la protagonista del libro Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali. Mia una donna in gamba che ama gli animali. E' una veterinaria. Donna dal carattere forte che crede nei suoi sogni e che non molla mai. Riesce a fare il suo progetto di Pet therapy.
Hermione Granger - è saggia, intelligente. E' la migliore amica di Harry Potter. Studia molto.
martedì 20 dicembre 2016
#BauleChristmaChallenge #1
#BauleChristmasChallenge
1 TBR
Di solito non faccio l'elenco dei libri da leggere però visto che il Challenge lo richiedeva ecco il mio elenco:
1) Una voce dal lago o Serenity Village
2) La rosa di Gerico
3) Il viaggio di Buddy
2 Libri di infanzia
Come lettura ho scelto Il Mago di Oz.
3 Libri e natura
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venerdì 16 dicembre 2016
Sabato 10 dicembre 2016 e iniziativa viva vittoria
Il 10 dicembre sono stata al Vanitas' Market che si è tenuto qua a Cremona.
Le copertine di Natale per i bambini terremotati
Campagna contro la violenza sulle donne. Realizza un quadrato cm 50 x 50 a ferri o all' uncinetto. Se qualcuno è interessato a questa iniziativa mi può scrivere a me: ciaorobby@yahoo.it
In largo Boccaccino a Cremona.
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giovedì 15 dicembre 2016
5 cose che....#32 5 libri che ho comprato o comprerei per la copertina
Recupero le puntata di questa bella rubrica.
Iniziativa creata da Gioia e Debora, qua c'è esattamente in cosa consiste:
http://twinsbookslovers.blogspot.it/2016/04/5-cose-che-presentazione-ed-iscrizioni.html
Ho visto questa iniziativa sul blog di Valentina e ho deciso di partecipare.
https://haylin-robbyroby.blogspot.it/2016/11/5-cose-che31-5-libri-che-ho-amato-da.html
5 libri che ho comprato o comprerei per la copertina
Il mio splendido migliore amico - A.G. Howard
Questa copertina mi piace molto, bello il colore.
L'albero delle bugie - Frances Hardinge
Mi piace il colore e la grafica.
Abbaiare stanca - Daniel Pennac
A dire il vero tutti i libri che hanno un cane sulla copertina mi attirano.
Hania la strega muta - Silvana De Mari
Ho visto questo libro in libreria e devo dire che mi ha colpito molto.
Iniziativa creata da Gioia e Debora, qua c'è esattamente in cosa consiste:
http://twinsbookslovers.blogspot.it/2016/04/5-cose-che-presentazione-ed-iscrizioni.html
Ho visto questa iniziativa sul blog di Valentina e ho deciso di partecipare.
https://haylin-robbyroby.blogspot.it/2016/11/5-cose-che31-5-libri-che-ho-amato-da.html
5 libri che ho comprato o comprerei per la copertina
Il mio splendido migliore amico - A.G. Howard
Questa copertina mi piace molto, bello il colore.
L'albero delle bugie - Frances Hardinge
Mi piace il colore e la grafica.
Abbaiare stanca - Daniel Pennac
A dire il vero tutti i libri che hanno un cane sulla copertina mi attirano.
Hania la strega muta - Silvana De Mari
Ho visto questo libro in libreria e devo dire che mi ha colpito molto.
Te lo dico sottovoce - Lucrezia Scali
Di questo libro adoro tutto.
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